24/10/10

sette e dieci

(ora legale)
è l'ora del giornale radio, della barba e del rapido per Roma.
Passa rapido, solenne, consapevole e fiero del suo ruolo: non è un treno qualsiasi.
A me piace chiamarlo rapido e non eurostar.

Acquerello

6 commenti:

trillina ha detto...

I treni mi fanno sempre sognare viaggi lunghi ed avventurosi e mi fanno ricordare i "nostri" viaggi verso la Sicilia.

Lizzy ha detto...

Ciao! Volevo dirti che trovo il tuo blog davvero interessante, spero di leggerti ancora! Lascio un consiglio per una pagina che sono certa ti piacerà:
http://misselizab3th.blogspot.com/
A presto e in bocca al lupo!

Arianna ha detto...

Mi fai venire in mente il titolo d'una canzone che non so nemmeno chi l'ha cantata: "Io sono un treno"...eurostar fa fino ma rapido fa più effetto! Ciao, Arianna

Alby ha detto...

@trillina: ciao jaja.
ritardi epici.
caldo micidiale.
attesa trepidante (accipicchia!).
noia mortale.
sigarette fumate nel corridoio (meglio aver smesso), insonni alle quattro del mattino, con l'aria calda dell'ormai calabria che entrava in corsa turbolenta dai finestrini…

@Lizzy: Ciao Lizzy! che bella sorpresa!

@Arianna: ehi, chi l'ha scritta-cantata? ormai devi dirmelo. ciao.

Arianna ha detto...

Morandi...

mammaMarina ha detto...

I treni ti sono sempre piaciuti. Avevamo un meraviglioso plastico, fatto da te, con casette, stazione, montagne e un lungo treno che entrava nelle gallerie. Piaceva a tutti, anche al gatto che cercava una accogliente valle per farci il sonnellino.